Sostituzione dente: Meglio impianto o il ponte?

  • un dente mancante deve essere sostituito da un dente fisso il più presto possibile. Il cosiddetto “ponte” è spesso una soluzione soddisfacente, ma quando i denti da sostituire sono più di uno ed entrano in gioco altri problemi, per esempio la ridotta efficienza masticatoria, il ponte finisce per diventare uno strumento inadeguato: infatti, mancando il sostegno delle radici, la capacità masticatoria non può essere ripristinata e anzi, quando il paziente mastica ed esercita tutta la forza sul ponte, i denti di sostegno subiscono un sovraccarico biomeccanico. A differenza dei ponti, gli impianti sono invece in grado di compensare molto efficacemente l’assenza del sostegno fornito dalle radici, e di ripristinare l’efficienza masticatoria in grado molto maggiore.
    Un esempio pratico: un paziente che ha tutti i suoi denti ha un’efficienza masticatoria del 100%, ma se lo stesso paziente perdesse tutti i suoi denti e ricorresse a una dentiera (protesi mobile) o a un ponte, la sua efficienza masticatoria raggiungerebbe al massimo il 15-18%. Con gli impianti ancorati direttamente nell’osso e una protesi fissa, il paziente potrebbe invece recuperare fino all’85% della sua efficienza masticatoria originale;
  • prevenzione del riassorbimento dell’osso

    tra i denti “in azione” e la conservazione dell’osso alveolare il legame è molto stretto. Se una persona cura i propri denti e non è affetta da alcuna patologia parodontale o sistemica (per esempio il diabete), l’osso alveolare non subisce alcun danno per il carico cui viene sottoposto durante la masticazione. Ma quando si perdono i denti, la perdita di carico diretto provoca nell’osso alveolare un’atrofia, cioè una riduzione, proprio nelle aree nelle quali i denti non ci sono più. In questo caso, mentre un ponte è in grado di fornire solo una quantità limitata di carico all’osso sottostante e una dentiera totale o parziale può fornirne ancora meno, l’impianto trasferisce la forza masticatoria direttamente all’osso circostante e ne mantiene intatto il volume se le corone fissate sull’impianto sono state regolate in modo da garantire una masticazione corretta. Quando invece il paziente ha atteso troppo a lungo o sono comunque presenti piccoli e grandi deficit ossei, l’indicazione per l’impianto non cambia: con le moderne tecniche chirurgiche è oggi possibile ovviare in molti modi alla mancanza di osso, come illustrato in questa sezione del sito.

  • conservazione dei denti sani

    anche nelle condizioni che riguardano la perdita di un solo dente l’impianto può offrire dei vantaggi: se i denti adiacenti sono perfettamente sani e non otturati, il paziente ha tutta la convenienza di lasciarli intatti e di ricorrere all’impianto di un singolo dente, piuttosto che sacrificare due denti sani per fare un ponte. Inoltre, specialmente nella parte centrale del sorriso – la cosiddetta linea del sorriso, l’impianto di un dente singolo garantisce un’estetica di lungo periodo molto migliore.

  • ALTERNATIVE: AGLI INNESTI RIALZI D’OSSO
    1 IMPIANTI TRASVERSALI2 IMPIANTI ZIGOMATICI

3 IMPIANTI PTERIGOIDEI

4 MINIIMPIANTI COSTI